venerdì 19 dicembre 2008
mercoledì 17 dicembre 2008
Finalmente Audiomatica!

Non so nemmeno come iniziare, quindi vado al dunque. Dopo un ottima serie di interviste e passaggi su radio locali e web radio, siamo approdati a radio rock e radio rock italia! Finalmente siamo inseriti nella programmazione, quindi ogni tanto sentirete qualche pubblicità e qualche nostro pezzo...
per chi avrà curiosità e voglia il 7 gennaio saremo intervistati dalle 11.00 su radio rock e dalle 11.30 su radio rock italia...anche in streaming per chi non riuscisse a sintonizzarsi sui 106.600 locali..
vi aspetto?!!
dai, spero di si...
mercoledì 10 dicembre 2008
Contraria-mente
martedì 2 dicembre 2008
lunedì 1 dicembre 2008
ho sonno.
Effettivamente sono un gran pigro, ma non è questo il punto, non sto qui a discutere il più infame tra i peccati capitali, il più compromettente.
Adoro riposare. Tanto basta.
Mi trovo quindi spesso nel bel mezzo di un pomeriggio come tanti, una volta tornato a casa, steso sul letto a digerire una giornata di lavoro, pronto a prendere energie indispensabili per la vita vera.
Accade spesso quindi che mi soffermi seppure per un istante ad ammirare il cielo che si mostra fiero dalla mia finestra. Strano, eppure l’autunno sa offrirmi spettacoli pieni in questo senso. Questo tetto solitamente azzurro si colora improvvisamente degli umori della sera, delle luci della città.
A volte, spesso in verità, mi è capitato di entrare in sintonia con questi colori, lasciarli entrare in camera, farli accomodare accanto a me, offrendogli un po’ del mio spazio, un po’ delle mie emozioni. Al cielo porpora rispondo con una quiete ed una tranquillità che credevo di aver perduto, ad un cielo grigio dedico una mia profonda riflessione, ad un cielo ingannevole e dalle libere interpretazioni come quello che veste un elegante abito da sera blu, offro le mie speranze.
Inversamente ne soffro ogni mattina.
La pigrizia gioca sporco tra le lenzuola, aumenta la gravità del tuo peso, taglia lo sguardo al minimo accenno di luce, incendia l’ira.
Il cielo d’autunno non agevola certo le manovre di un nuovo giorno, e non ci sono gocciole che tengano, coccodrilli canterini o enervit kappa vis a zinc che semplificano l’atterraggio. Ogni mattina è un naufragio. Capitano poi quelle canzoni che prendono il giro e trotterellando qua e là scavano pazienza e umore di pari passo.. una tortura cinese. Provi a scansarle con la forza di volontà, provi a sostituirle con altre che il gusto o il buonsenso in quel determinato momento suggerirebbero. Ma niente da fare. La mattina è infausta, irriverente.
Anche per questi motivi adoro la sera. La penombra è sinonimo di quiete, riflessione, calma.
È quieto anche quel vento che muove in maniera confusa le ombre, spazzandole via, quell’aria che parte dal petto, passa per lo stomaco, corrompe la mente.
24 anni. 24 anni e qualche spiccio sul tavolo.
Questa la mia età, ed una vita da ridiscutere.
Bene, prendiate anche in esame la mia tesi, dei voti non ho poi chissà quanto rispetto.
“qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni”.
….continuerò.
Un po di tempo fa sfogliavo con mio padre delle foto, e sono capitato in immagini loro di anni e anni fa.
Stupisce col tempo il cambiamento del volto di mio padre, quello di mia madre, ma tra loro c’era anche la ben nota suysan. .
Io con questa madrina ci sono cresciuto per chi non lo sapesse..e se una riflessione mi è concessa, è un dono unico quello di poter a distanza di anni, molti anni, poter rivedere in lei la stessa espressione e la stessa vitalità di quella donna che mi aiutava a montare i giocattoli a natale..
Dove la trovi tutta questa voglia…vorrei impararne un po’..
giovedì 27 novembre 2008
...Ciao, sono tornato!
Gioco con la musica, come spesso, come sempre oserei dire, e riabbraccio dopo tanto tempo l’imbarazzo di un incipit, la confusione che mischia idee e propositi, spargendoli a caso nella mente, nell’attesa che piano, uno alla volta, cadano lenti, solleticando le dita.
Prendo coraggio. Accendo una sigaretta. Suonino per me i Pink Floyd.
(The division bell – Poles apart)
Ecco. Forse ci siamo…..
E’ passato tanto tempo, troppo tempo, dalla mia ultima apparizione.
Probabilmente in molti si saranno dimenticati di questo piccolo e scomodo blog, altri invece avranno preferito passare a salutare saltuariamente, condizionati da una bianca assenza, altri invece….. più semplicemente avranno avuto altri motivi. Non posso biasimarli…tuttavia….a ognuno il suo.
Eviterò le zone d’ombra, libererò per una volta ragionamenti, periodi e frasi da catene e lucchetti che spesso ho usato con malcelato imbarazzo per amor di privacy, stavolta parlo chiaro.
Ho avuto la necessità di un taglio netto.
Ho capitolato.
Ho reinterpretato.
Ho ricominciato.
Il tutto era dovuto. Il tutto mi è dovuto.
(Radiohead - Creep)
Ecco. Questa è forse la parte più difficile di quanto io abbia intenzione di scrivere. Effettivamente si renderebbero necessarie delle scuse, forse un atto di redenzione (addirittura). Eppure, perdonate l’arroganza, non ne sento la necessità. Per una volta esco fuori dai canoni, sicuri della vostra comprensione,
e, sempre in merito, credo sarete ben lieti di evitarvi – ed evitarmi – una sequela inutile e deprimente di aneddoti, episodi, cronistorie di attimi che non hanno fatto bene a me, che non hanno fatto bene al pensatoio, come veniva definito in arancia meccanica.
Ho letto molto. Ho ascoltato tanta musica. Ho composto tanta musica. Ho scritto veramente poco.
(Stef Burns – Venus or venice)
Ho amato tanto. Probabilmente come mai mi è capitato.
Ma fortunatamente ho amato. Requisito essenziale. Certo, sembra essere ovvio, l’amore speso per qualcuno ha un gusto e un sapore che sono completamente dissimili da quelli spesi per un arte, un interesse, ma come lessi pochi mesi fa “dell’amore ci son tante definizioni quanti sono i parlanti”.
E se per un istante solo quindi si immaginassero dei concetti differenti, dei presupposti e degli assunti arcaici parallelamente opposti a quelli che crediamo nostri?
Eccoci in bilico, colti alla spalle da un idea più grande della nostra capacità di interpretazione e razionalizzazione culturale.
(Soundgarden – Superunknow)
Ma di questo parlerò prossimamente..oggi non sono in vena.
Certo una conclusione a questo “capitolo” sembra necessaria.
Sono di nuovo stato colto in amore. Anzi, come una bestia sono in calore. Amo nuovamente.
Veramente.
Ora mettetemi il pannolino come ai cani.
Non parlo del mio angelo… lei è stata amata dal primo momento, in maniera accecante direi.
(Negrita – Luna)
Parlo di un gusto e di un modus vivendi che avevo dimenticato, che non credevo più possibile.
Non rinnego nulla del passato. Offro a questo rispettabile coinquilino il privilegio del mio più sincero rispetto.
Adesso però sento puzza di chiuso. Apro un po’ la finestra se non vi dispiace… se avete freddo copritevi bene..sono sicuro che i vostri cappotti e le vostre sciarpe possano andar bene.
Adesso rimangono poche cose da fare.
Nell’ordine:
- Rispondere al telefono ed evitare che il rompipalle di turno possa fermare l’incedere di queste dita sulla tastiera
- Ricordare User e password per poter postare questo calderone di idee
- Sperare in una vostra comprensione.
Prima di andare via però voglio aggiungere qualche parola…
(coldplay - death and all his friends)
Di quanto è capitato, di quel che posso ora poter parlare, ringrazio un Dio, un destino o quant’altro di poche ma importanti fortune..
Ch’io abbia avuto la possibilità di regalare a mio padre la moto che aveva alla mia età.. qui non si parla di ruote, pistoni, pieghe e quant’altro. Si parla della fortuna che ho di averlo ancora vicino, e con questo spero che uno squallido albero di plastica possa prendere pieno il profumo di un natale che da tempo è ricordo.
Che in una irriverente sera di pioggia, sia arrivata una piccola macchina rossa sporca di piume e felicità nella mia vita..
Che la musica, la mia ma non solo, e le persone che per me contano veramente non mi abbiano mai voltato le spalle.
Dedico questo post a mia madre, e a chi mi ha dato modo di riacquistare fiducia in questo piccolo ma importante modo di comunicare..Andrea, Daniela, Aglaia in particolare…
Stay. In tune.
venerdì 22 agosto 2008
il dialogo
fermo e spossato dalle grandi manovre, resto in attesa, ascolto il movimento delle acque, ancora una volta muoversi con le mie.
Veloce il pensiero, ancora più rapida la paura, stanotte, anche stanotte si tinge di blu..e ridi ancora, mi aiuta a respirare.
Vedo la mia vita scandita da rapidi movimenti di polso, repentini cambiamenti di direzione, colpi frenetici di dita, complici e simili da credere alle favole, sento un emozione caustica ma mutilata, trovare con fatica il dialogo necessario, quella sobria ubriachezza che da tempo (5 lunghi anni N.d.R.) affanna i passi, confonde luci e ombre. Ecco quindi le aspettative venir meno, quali le mie, quali quelle di un genitore..QUALE LA DIFFICOLTA' DI UN DIALOGO, quello con il subconscio, quello con l'io, quello con i propri cari. Un'esistenza, la mia, concessa al sogno, all'emozione, all'arte, per quanto spesso non credo d'esserne capace e degno.
Sono il frutto scomposto di emozione ed esperienza, il bipolarismo fatto lorenzo, carne della mia stessa carne, carne nella mia stessa carne, Felice, ma ferito, ma molto felice.
E quindi cosa e come ascoltare, dove e quando fuggire, ma perchè? c'è che ormai ho imparato a sognare, e non smetterò. e forse tutto sommato non voglio nemmeno smettere.
Sono la contraddizione di me stesso, il mio stessocarisma, la lotta rabbiosa.
Stanotte l'aria è fresca, l'alba lontana, dormi ancora tranquilla, dormi qui con me, non pensare a ciò che è stato e ciò che sarà, ma solo a questo istante, e cosa importa poi, posso ancora sentire la tua pelle sfiorare la mia ogni respiro che fai, e cosa importa ancora poi, tra poche ore, ancora una volta, il cielo s'avvelenerà, e tu sarai strappata alla sua stessa impudenza, ancora una volta, in attesa della prossima sera, della notte successiva, seta no?! Baricco lo insegna...
eppure...cos'è questa sensazione? è davvero così complicato poter comunicare, o dialogare? possibile che non capiscano? che tutto sia offuscato da due dita di fuligine? che uno sguardo non sappia più sopperire alle parole? che anche queste ultime non riescano a scardinare un'omertà ormai vergognosa?
ma cosa importa in fondo...




